Patologie oculari Cornea e sclera

Cornea e sclera appartengono entrambe alla tunica fibrosa del globo oculare. Vista rostralmente, la cornea sembra essere leggermente allungata orinzzontalmente soprattutto negli ungulati, mentre vista lateralmente sembra avere una curvatura più pronunciata rispetto alla sclera, oltre ad essere più sottile alle estremità verso il limbo (area di confine cornea/sclera) e più spessa al centro. La cornea, composta da cinque strati (dall'esterno verso l'interno troviamo l'epitelio, la lamina basale, lo stroma, la membrana di Descemet e l'endotelio corneale) ha il compito di permettere il passaggio della luce all'interno delle strutture oculari.

Patologie congenite superficiali non infiammatorie

consistono in una opacità superficiale (subepiteliale) che si manifesta in cuccili ancora presvezzamento, probabilmente consiste in un accumulo di ematossilina. La guarigione avviene in modo spontaneo e autonomo. Le razze più colpite sono gli Sheltie, Collie, English Springer Spaniel.

Distrofia corneale

Patologie congenite profonde non infiammatorie

Peter's anomaly, che consiste nell'opacità corneale secondaria alla presenza di una membrana pupillare persistente adesa all'endotelio corneale (cioè un ponte che si forma tra iride e cornea).

La cornea globosa è caratterizzata da un aumentato raggio di curvatura che porta quindi la cornea stessa a protudere più del dovuto, il globo non è aumentato di volume e il diametro corneale non è maggiore del normale.

Patologie superficiali non infiammatorie acquisite

La cheratopatia a banda: è una deposizione di calcio a carico dell'epitelio, lamina basale e stroma superficiale con andamento orizzontale che segue la fessura palpebrale senza arrivare al limbo. Una possibile terapia può essere la cheratectomia superficiale.

La cheratopatia puntata e la cheratopatia lipidica: la prima, di eziologia sconosciuta, tende a colpire cani pastori delle Shetland con lesioni corneali marroni rotondeggianti di diametro 1-3 mm tendenti poi al grigio-bianco. Come terapia si può optare per l’utilizzo di lacrime artificiali per la protezione della cornea associate a cortisonici nel caso fosse presente una neovascolarizzazione. La cheratopatia lipidica consiste nella deposizione di lipidi in vari strati della cornea e tende a colpire molte razze di cani. Se la condizione si dovesse manifestare bilateralmente e su base presumibilmente ereditaria la si può definire come distrofia lipica, mentre se appare associata ad anomalie lipidiche sistemiche o a precedenti lesioni corneali la si può definire come degenerazione lipica. Nei casi più superficiali non si tratta, mentre nelle situazioni più estese si può effettuare una cheratectomia per cercare di restituire una buona trasparenza corneale, anche se non si possono far previsioni su eventuali recidive.

Patologie profonde non infiammatorie acquisite

Distrofia endoteliale (razze canine più colpite : Boston Terrier, Basset Hound, Chow Chow, Chihuahua, Dalmata) e consiste nella degenerazione dell’endotelio corneale. Clinicamente si osserva un’area di edema corneale monolaterale che in seguito puo` interessare anche il controlaterale. Spesso si associa la comparsa di bolle epiteliali che si possono rompere e quindi portare a erosioni corneali. Non esistono delle vere e proprie terapie, ma dei palliativi come soluzioni ipertoniche oppure flap congiuntivali sottili o termocheratoplastica.

Patologie superficiali infiammatorie non ulcerative

si annoverano le cheratiti superficiali che possono essere di tipo:

  • traumatico, in seguito alla presenza corpi estranei;

  • batterico, infezioni da stafilococchi e streptococchi, frequenti nel cavallo;

  • micotico, solitamente secondarie a ulcere corneali, possono portare alla formazione di ascessi corneali. Frequenti nel cavallo;

  • virale (il più conosciuto è l’herpesvirus felino, il quale può portare alla formazione di cheratiti molto difficili da debellare);

  • deficienza di una delle componenti del film lacrimale (molto diffusa in numerose razze di cani e più raramente nel gatto è la cheratocongiuntivite secca);

  • parassitario (nel cavallo è conosciuto l’Onchocerca Cervacalis, la quale è una microfilaria che può localizzarsi a livello corneale);

  • Leishmaniosi (patologia sistemica con manifestazioni oculari che possono variare da una semplice cheratite ad un complesso di cheratotcongiuntivite con presenza di uveite e sviluppo di glaucoma secondario);

  • immunomediato, tra cui:

    • cheratite pannosa del pastore tedesco, caratterizzata dalla presenza di plasmacellule, neovascolarizzazione, fibroplasia e migrazione di pigmento; sembra che sia in parte legata ad una maggiore esposizione ai raggi ultravioletti.
    • cheratite eosinofilica, molto frequente nella specie felina; caratterizzata dalla presenza di eosinofili e plasmacellule. All`esame clinico si nota una lesione corneale a forma di placca biancastra e può essere mono o bilaterale;
    • cheratite superficiale pigmentosa, patologia che deve essere monitorata nel tempo sia dal veterinario oculista che dal proprietario. Questa patologia è caratterizzata da una forte compenente di pigmento la quale può avere una localizzazione più focalizzata (ad esempio nelle razze brachicefaliche come Carlino, Lhasa Apso, Shih Tzu e Pechinese) in quanto stimolata dalla presenza di entropion mediali, oppure più diffusa nel caso di cheratocongiuntiviti secche, lagoftalmo oppure cheratiti pannose.
Cheratite eosinofilica felina

Patologie infiammatorie profonde non ulcerative

solitamente le cause di cheratite profonda, se non legate a lesioni ulcerative, spesso si accompagnano a uveiti. Le cause più frequenti sono:

  • epatite virale canina (si può riscontrare dopo 10-14 giorni dalla vaccinazione un edema corneale diffusa che tende a risolversi spontaneamente);

  • herpesvirus felino, probabilmente la più comune causa di keratite stromale nel gatto;

  • endoteliti, cioè infiammazioni dello strato corneale più interno che si pensa siano su base autoimmune.

Patologie infiammatorie ulcerative

indubbiamente sono tra le patologie corneali che più preoccupano il clinico, in quanto se non trattate in modo tempestivo possono portare a danni anche molto gravi per l'occhio stesso. Possono essere di origine molto diversa:

  • Traumatismi esterni;

  • Agenti chimici;

  • Agenti Infettivi (ad esempio il sopracitato Herpes virus felino);

  • Deficienza lacrimale;

  • Perdita dell'innervazione sensitiva della cornea;

  • Metabolica (nei casi di soggetti affetti da Cushing si possono verificare delle ulcerazioni superficiali che tendono a guarire molto lentamente).

I sintomi clinici solitamente sono blefarospasmo, forte dolore (le più superficiali sono più dolorose delle profonde), scolo oculare che può essere anche mucopurulento. All'osservazione con lampada a fessura possiamo notare una variazione nel profilo corneale accompagnato da un'opacità corneale più o meno diffusa.

La diagnosi viene fatta alla visita clinica la quale è importante per studiare il tipo di ulcera (estensione e profondità) e quindi poter valutare il più corretto approccio terapeutico.

La terapia delle ulcere corneali può essere di tipo medico oppure medico associato a chirurgia (flap congiuntivali, della terza palpebra o corneocongiuntivale).
Ulcera corneale stromale profonda

In particolare ricordiamo

Sequestro corneale felino

patologia molto diffusa nei gatti di razza Persiana, Siamese e più raramente nel gatto europeo. Solitamente il nigrum o sequestro si sviluppa in quei soggetti che presentano dei processi di riparazione corneale molto difficoltosi in seguito a continui traumatismi corneali (entropion canto mediale). Ciò che si nota è la comparsa di una placca nerastra che si presenta prima in zona parafocale per poi potersi estendere anche ad aree più perifieriche. Si ritiene che tale malattia corneale sia spesso legata alla presenza di herpes virus felino (che provoca delle microlesioni corneali). I segni clinici sono la comparsa di una placca nerastra che soprattutto nelle fasi iniziali non provoca dolore.

L'approccio terapeutico può essere si tipo medico (in attesa che il nigrum si stacchi), oppure di tipo chirugico effettuando una cheratectomia sulla quale poi posizionare un flap della terza palpebra, congiuntivale o corneale.

Sequestro corneale in un gatto persiano

Cheratopatia Bollosa

Patologia diffusa soprattutto nel cavallo e nel gatto. Le lesioni si manifestano come delle ulcerazioni con associato un edema corneale focale. Da queste si sviluppano delle alterazioni del profilo corneale (bolle con all'interno del materiale gelatinoso). La vera causa scatenante è sconosciuta. L'unica vera terapia consiste nel rimuovere il materiale gelatinoso e coprire la lesione con un flap della terza palpebra in modo tale da creare una compressione.

Cheratopatia Bollosa

Ulcere perforanti

devo essere gestite come delle ulcere profonde, quindi si deve optare per una terapia chirurgica con la complicazione però che abbiamo una protrusione dell'iride e una possibile destabilizzazione delle strutture interne dell'occhio. Come terapia bisogna prima riposizionare o amputare la porzione di iride prolassata, ricostituire il volume della camera anteriore e successivamente chiudere il difetto corneale. (foto)

Ulcera perforante con prolasso dell'iride secondario

Lacerazioni corneali

anche queste vanno annoverate tra le urgenze chirurgiche oculistiche. Prima di tutto bisogna fare una valutazione della residua funzionalità dell'occhio e successivamente capire se c'è dislocazione di alcune strutture interne (iride o cristallino), se i danni risultano troppo estesi probabilmente si rischia di incorrere in un ftisi del bulbo oppure si dovrà optare per l'enucleazione. Nel caso invece si pensi di poter ripristinare la struttura oculare, si riposiziona l'eventuale materiale prolassato (iride) e poi si procede con il suturare i margini corneali.

Prolasso iride in seguito a trauma

Masse Corneali

tra le più frequenti ricordiamo:

  • Dermoidi corneali (presenza di tessuto cutaneo che normalmente non dovrebbe essere in corrispondenza della cornea), frequente in corrispondenza del canto laterale in cani, cavallo e bovino. La terapia è esclusivamente la rimozione chirurgica;

  • Episclerocheratite granulomatosa, frequente nei cani Collie, consiste nella presenza di masse granulomatose proliferative in corrispondenza del limbo temporale. Si ritiene che siano su base immunomediata.

Neoplasie corneali

nel cane i più difusi sono quelli che originano dal limbo (zona di transizione tra cornea e sclera) e poi si diffondono sulla cornea (melanomi, melanocitomi, emangiomi, emangiosarcomi, papillomi e carcinomi squamocellulari).

Nel cavallo invece il più comune è senz'ombra di dubbio il carcinoma squamocellulare.

Ogni signolo caso va considerata la possibile escissione chirurgica associata a cicli di chemio o radioterapia.

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